Esistono parole italiane che nella vostra zona assumono un significato diverso rispetto al resto d’Italia?
Ad es. in Veneto il “baccalà” è in realtà il merluzzo essiccato all’aria, ossia lo stoccafisso.
Oppure, a Verona di solito con “lasagne” non ci si riferisce alla sfoglia larga di pasta fresca bensì alle tagliatelle (quelle di Nonna Pina); mentre le “tagliatelle” (i.e. “taiadele”) sono i tagliolini sottili da fare in brodo.
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Le prime che mi vengono in mente della Toscana:
Granata (scopa)
Cannella (rubinetto)
Moccolo (bestemmia)
Sciocco (senza sale)
Tocco (le ore 13.00)
Cencio (straccio; o dolce di carnevale)😁


