Di fronte a questo attacco alla deontologia professionale e alla professionalità medica non possiamo che ribadire che la cura non è un reato e che i CPR sono luoghi da abolire. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza a Nicola Cocco, alla SIMM, al Laboratorio di salute Popolare di Bologna e a tutti i medici e mediche che hanno subito le perquisizioni.
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