C’è una cosa che non sopporto nei romanzi: i nomi di luoghi o personaggi nascosti dietro l’iniziale, semplice, puntata o seguita da asterischi. Ricordate… che so… Mr B in 𝘗𝘢𝘮𝘦𝘭𝘢?
Mi sono sempre chiesta se gli autori fossero a corto di fantasia o se avessero paura di una denuncia per diffamazione.
@d_von_bern @cultura @libri come l’“Innominato”…
Secondo me, in realtà, molti scrittori usano questo stratagemma per rendere più “intriganti” e “verosimili” le loro opere. Credo che qualcuno di loro immagini di scatenare la caccia alla vera identità dei personaggi e dei luoghi da parte dei lettori.L’Innominato è un po’ il Voldermort manzoniano. Un motivo per non chiamarlo col suo vero nome c’è. E, tutto sommato, Innominato può essere considerato il suo nome d’arte.
A me invece danno sui nervi le iniziali puntate ma soprattutto gli asterischi. Lì diventa forte l’impulso di gettare il libro dalla finestra o prendere a sberle l’autore, purtroppo morto e stramorto nella maggioranza dei casi.
@d_von_bern sono d’accordo con lei, madame D.
🤭😛Sì, è vero. 😉 Anch’io uso solo l’iniziale su Mastodon. È un omaggio a un’amica.
L’handle invece è un omaggio alla mia città, la stessa del ben più famoso Teodorico di carducciana memoria.



