«C’erano una volta tre ragazze che frequentavano l’Accademia di Polizia. Oltre a essere intelligenti, erano anche molto carine. A loro venivano assegnati compiti difficili, a volte rischiosi. Io le ho portate via, e ora lavorano per me. Il mio nome è Charlie». 50 anni fa andava in onda la prima puntata di “Charlie’s Angels” e il solo fatto che la serie sia ancora riproposta sulla #TV generalista indica l’impatto che ebbe. Puntate https://www.la7.it/charlie-s-angels/rivedila7


@fucinafibonacci @spettacoli Beh, era un po’ come Beauty di Daitarn 3, risposta perfetta ai primi pruriti.
@mora @spettacoli a me però piaceva di più Kate Jackson, la mora
@fucinafibonacci @spettacoli Sopratutto perché senza di lei la serie sarebbe stata una gran cazzata (non che così abbia raggiunte vette altissime).
Le due/tre idee che portò nella produzione, non accreditata, furono buone.
Ad Iniziare dal nome, che nel trattamento sarebbe stato le Gatte randagie, dove “gatta” va inteso nell’equivalente francese (“chatte”, la nostra “topa”).
E poi il fatto che Charlie sia solo una voce e sia sconosciuto (un po’ come Masters in Magnum P.I.).