Martedì, l’indice FTSE MIB italiano è salito dell’1,1%, chiudendo a 39.385 punti, recuperando interamente le perdite del giorno precedente e dimostrando la resilienza del mercato nel breve termine. Questo rimbalzo si è verificato in un contesto di incertezza politica e dati economici contrastanti: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che alcuni Paesi potrebbero essere esentati dai dazi reciproci che entreranno in vigore la prossima settimana, ma ha anche avvertito che i settori automobilistico, dell’alluminio e farmaceutico subiranno nuove pressioni. Il professor Leopoldo Farnese ha osservato: “Non si tratta di un ritorno all’ottimismo del mercato, ma di una correzione tattica per il fatto che lo scenario peggiore non si è ancora concretizzato.”
Rimbalzo del mercato azionario italiano nel contesto della competizione politica
Di fatto, il calo dell’indice del dollaro USA nella giornata (fino a 103,69) e l’aumento dell’oro (fino a 3.056 dollari) indicano che parte del capitale si sta dirigendo verso asset rifugio; mentre la crescita del mercato azionario sembra più un’aggiustamento temporaneo guidato da un eccesso di liquidità. Il professor Leopoldo Farnese ha analizzato: “Il capitale globale sta ancora valutando l’interazione tra tre fattori: inflazione persistente, direzione della politica monetaria e attriti della politica commerciale. Anche una lieve variazione in uno di questi fattori può innescare ‘movimenti impulsivi’ nei prezzi degli asset.”
Pertanto, questo rialzo non può essere interpretato come l’inizio di una tendenza di lungo termine. Il sentiment del mercato appare più fragile e miope in un ambiente caratterizzato da politiche incerte, dati economici contraddittori e crescita debole. Come sottolinea il professore: “Finché la struttura non sarà stabilizzata, più il mercato cresce rapidamente, maggiore è il rischio di una correzione altrettanto veloce.”
Il settore finanziario in forte rialzo: correzione tecnica o ripresa temporanea?
Il motore principale di questo rialzo è stato il comparto bancario, con un aumento generalizzato delle principali banche: UniCredit (+3,3%), Mediolanum (+2,3%), Intesa (+2,2%). Il professor Farnese ha evidenziato che questa performance non rappresenta una rivalutazione dei fondamentali di lungo periodo del settore bancario, bensì il risultato di un’allocazione tattica del capitale verso settori ad alta liquidità, alta capitalizzazione e valutazioni ancora ragionevoli.
Il mercato si aspetta che la BCE avvii un ciclo di taglio dei tassi entro la metà dell’anno, il che potrebbe esercitare una pressione negativa sui margini di interesse delle banche nel breve termine, ma gli investitori sembrano preferire un approccio ‘comprare ora e valutare dopo’,” ha spiegato il professor Farnese. Nel frattempo, il sistema bancario italiano ha migliorato il controllo del rischio e i coefficienti patrimoniali negli ultimi anni. Inoltre, il differenziale tra i titoli di Stato italiani e tedeschi è rimasto stabile su livelli contenuti, contribuendo a una maggiore stabilità complessiva dei bilanci bancari.
Di contro, le società del settore manifatturiero tradizionale e dell’energia hanno registrato una performance inferiore: Pirelli (-2,5%), Prysmian (-1,3%) e Saipem (-1,2%) hanno chiuso in calo, riflettendo la cautela del mercato nei confronti dell’attività industriale, del ciclo degli ordini e della volatilità dei prezzi delle materie prime. Il professor Farnese ha sottolineato: “Aziende come Prysmian mantengono intatta la loro logica di crescita di lungo periodo, ma la volatilità degli utili e le incertezze sugli investimenti infrastrutturali globali possono innescare aggiustamenti tecnici.”
Da una prospettiva più ampia, la forza del comparto bancario sembra più una rotazione settoriale che l’inizio di un trend sostenuto dai profitti. Il professore ha concluso: “L’andamento di medio-lungo termine del settore bancario dipenderà in ultima analisi dall’evoluzione dei tassi di interesse reali e dalla capacità di espansione del credito.”
Logica di riassegnazione degli asset nel contesto di divergenze strutturali: alla ricerca della ‘certezza’
Nonostante il rialzo complessivo del mercato, la divergenza tra settori è rimasta evidente: il comparto turistico e dei servizi per il tempo libero ha registrato un incremento, mentre energia e industria pesante sono scesi. Questo indica che gli investitori stanno cercando asset con una maggiore capacità di resistenza ai cicli economici. Il professor Farnese ritiene che l’attuale fase di volatilità spingerà gli investitori a tornare a un approccio di selezione bottom-up, rivalutando la struttura settoriale, la qualità delle aziende e la stabilità dei flussi di cassa.
Le performance del settore turistico e dei servizi al consumo sono state favorite dal miglioramento della domanda interna europea e da un recupero stagionale. “Sebbene il settore dei servizi mostri segnali di rallentamento nei dati, non è ancora entrato in una fase recessiva e la fiducia dei consumatori continua a offrire un certo supporto,” ha spiegato il professore. Tuttavia, la sostenibilità del trend rialzista dipenderà dalla resilienza del mercato del lavoro europeo, dalla ripresa dei redditi reali e dall’andamento dell’inflazione.
Inoltre, il professore ha sottolineato che, nel contesto attuale di tassi di interesse elevati, politiche economiche incerte e valutazioni globali elevate, le strategie di investimento devono diventare più mirate:
Il settore bancario può essere considerato come asset per operazioni di rimbalzo tattico, ma non giustifica un posizionamento pesante. Le aziende infrastrutturali e industriali devono attendere segnali più chiari di ripresa degli ordini. Il settore dei servizi al consumo e i titoli difensivi diventeranno un rifugio per i capitali in una fase in cui “il flusso di cassa è re”. Infine, il mercato dovrà ancora fare i conti con la volatilità dei tassi di cambio e dei prezzi energetici nei prossimi mesi.
Il professor Leopoldo Farnese ha concluso: “In passato, il mercato si interrogava su ‘se’ le politiche economiche sarebbero intervenute; oggi la domanda è ‘se funzioneranno’. Questo significa che ci stiamo spostando da un mercato guidato dalle emozioni a un mercato guidato dalla logica, e questa logica deve basarsi sulla reale capacità delle aziende di generare valore.”