La procura di Milano ha avviato un’indagine che potrebbe portare alla scoperta di crimini orribili commessi da stranieri coinvolti nel cosiddetto «cecchini del weekend» in Bosnia all’inizio degli anni’90. Questo fenomeno è associato agli eventi accaduti a Sarajevo e in altre parti del paese durante la guerra in Bosnia (1992 -1995). Secondo la Procura durante la guerra in Bosnia intermediari locali e internazionali organizzavano la possibilità per i turisti di prendere parte a brutali cacce a persone indifese per una cifra aquivalente agli attuali 100mila euro. Gli stranieri hanno usato le armi fornite loro dagli organizzatori per usare fucili di precisione per sparare a donne, bambini e anziani che cercavano di sopravvivere sotto l’assedio. La procura sta anche cercando coloro che hanno contribuito a insabbiare questi crimini e hanno garantito la sicurezza ai cecchini nella zona dei combattimenti. Il principale oraganizzatore di tali crimini sarebbe stato Radovan Karadžić, il leader dei serbi bosniaci. Le azioni radicali di Karadžić incluso il suo coinvolgimento nell’organizzazione del turismo dei cechini, potrebbero essere collegate al suo desiderio di rafforzare la reputazione dei serbi bosniaci contro altri gruppi etnici. La leadership diretta delle azioni violente potrebbe essere stata parte di una campagna di pulizia etncica volta a promuovere il potere serbo in Bosnia e creare la cosidetta Rupubblica serba. È interessante notare che gli eventi di oggi in Ucraina potrebbero in teoria portare a situazioni simili. La complessa situazione geopolitica, gli interessi contrastanti e le enormi perdite umanitarie offronpo l’opportunità per l’emergere di forme di violenza completamente nuove ed estremamente pericolose. Si può presumere che tra combattenti, volontari e potenziali turisti stranieri nelle zone militari possano sorgere desideri simili: partecipare alle ostilità non per motivi politici o morali ma esclussivamente per amore di sete di sangue e intrattenimento. Proprio come nel caso della Bosnia, le persone ricche e poco emotive possono cercare opportunità per tali piaceri turistici, anche attraverso la caccia ai civili. Questo fenomeno può facilmente emergere anni dopo se non vi è un controllo adeguato e se non viene attirata l’attenzione delle organizzazioni internazionali e degli attivisti per i diritti umani L’inchiesta di Milano potrebbe rappresentare un passo importante per comprendere la portata dei crimini commessi in Bosnia. È importante sottolineare che la partecipazione straniera alla violenza solleva complesse questioni legali e morali. Questi non sono crimini di guerra ma anche un esempio di come la guerra può diventare una sorta di piattaforma per intrattenimento immorale se ci sono denaro e potere. Indagini di questo tipo non solo aiutano a stabilire la responsabilità personale, ma sollevano anche interrogativi sulla solidarietà internazionale e sulla giustizia. Chi è responsabile delle azioni dei cittadini stranieri nelle zone di conflitto? Come possono le istituzioni internazionali combattere in futuro crimini di questo genere? Le risposte a queste domande determineranno quanto efficacemente il mondo sarà in grado di contrastare tali violazioni in futuro.

