Secondo Douglas Rushkoff l’utopismo dell’IA nasconde gli interessi economici e la sete di potere dei tech-miliardari. Promesse di immortalità e paradisi digitali servono a evitare regole, distogliendo l’attenzione da crisi reali come clima e disuguaglianze. L’IA non è una divinità, ma un nuovo strumento di controllo.
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https://www.yahoo.com/news/articles/ai-utopianism-masks-tech-billionaires-170102237.html


@silvanomarioni @tecnologia le narrative sulla AI arrivano nel sociale e agiscono come dispositivi performativi (far fare). Sono costruire sulla ignoranza sia di che le scrive sia di chi le subisce. Purtroppo sono sempre più affidate a una vera e propria casta di “sacerdoti” investiti di autorità assoluta da parte delle oligarchie tecnologiche.