Perché scelgo la libertà, anche nel fare libri.
Spesso mi chiedono perché, per curare il self-publishing degli autori, insisto così tanto sull’uso esclusivo di software Open Source.
La risposta è semplice: la libertà di un libro inizia dagli strumenti con cui viene creato. Quando impagino un manoscritto con #LaTeX o progetto una copertina con #Inkscape, non sto solo lavorando: sto garantendo al libro una solidità tecnica che il software proprietario non può offrire.
@opensource


@lautorecontoterzi @opensource
Il limite non è tecnico, ma di paradigma tipografico.
LaTeX giustifica verticalmente via algoritmi di ‘glue’ (spazi elastici), ma è meno permissivo di InDesign perché dà priorità alla costanza dell’interlinea rispetto al riempimento forzato della pagina.
@giovanni_dev @opensource
quello che devo ottenere è questo:
https://images4.imagebam.com/df/8c/d1/ME19YWV8/_o.jpg
come si vede la prima e l’ultima riga di testo sono sempre allineate tra le pagine; il resto del testo nella pagina, invece, non è perfettamente “a registro” per minime variazioni dello “scartamento” (interlinea) che sono quelle che permettono di riempirla evitando che dopo il nome del personaggio la battuta non segua immediatamente nella stessa.
@lautorecontoterzi @opensource
Per ottenere quell’allineamento “a gradini” in LaTeX , il modo più semplice è usare tabular: una colonna per il nome e una per il testo, lasciando vuota la prima quando vai a capo.
Se vuoi qualcosa di più pulito, definisci comandi tipo \personaggio e \continua sopra un tabular.
Per rientri più “artistici”, puoi usare anche \hspace.
Guarda anche il package dramatist per #LaTex pensato per la composizione di testi teatrali di qualsiasi lunghezza.
@lautorecontoterzi @opensource