La sentenza contro Meta e YouTube ha stabilito che la dipendenza dai social media è una caratteristica intenzionale di progetto perché le piattaforme usano algoritmi e meccanismi psicologici (dopamina, notifiche, infinite scroll) per massimizzare l’uso. Questo ha sollevato dubbi su come bilanciare la sicurezza dei minori con la protezione offerta dalla Sezione 230 del Communications Decency Act.
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