Amal Khalil aveva 43 anni ed era una cronista del quotidiano di Beirut Al-Akhbar. Lavorava per quel giornale dal 2006, e in oltre 17 anni sul campo aveva costruito una rete capillare di contatti e fonti nel sud del Libano. È stata uccisa il 22 aprile 2026 da un raid israeliano, durante il cessate il fuoco, mentre era in servizio insieme alla fotografa Zeinab Faraj. Le due stavano tornando da Bint Jbeil quando l’auto che le precedeva è stata colpita da un drone. Le giornaliste si sono rifugiate in una casa, da cui Khalil ha continuato a comunicare con i colleghi e con l’esercito libanese chiedendo soccorso. Le forze israeliane hanno poi impedito i soccorsi per ore, aprendo il fuoco contro le ambulanze della Croce Rossa. Il corpo è stato recuperato sette ore dopo, sotto le macerie. Zeinab Faraj è sopravvissuta, ferita. Già nell’autunno 2024 Khalil aveva ricevuto minacce dirette dall’esercito israeliano, con messaggi espliciti che le intimavano di lasciare il paese. Il Committee to Protect Journalists ha definito la sua uccisione un “omicidio mirato”.

