Questa mattina la Polizia di Stato ha eseguito cinque nuovi arresti in relazione all’assalto al pullman del Pistoia Basket in cui perse la vita l’autista Raffaele Marianella.
I fermati, tutti molto giovani secondo le prime informazioni, sono indagati per concorso in omicidio e per il tentato omicidio dell’altro conducente, sopravvissuto all’attacco. Apparterrebbero al gruppo ultras reatino coinvolto nell’agguato del 19 ottobre lungo la superstrada Rieti–Terni.
Il Gip di Rieti ha emesso le misure cautelari ritenendo che i cinque abbiano preso parte attiva all’assalto, scagliando pietre contro il parabrezza del mezzo. Quattro sono stati condotti in carcere, mentre per uno è stato disposto il regime degli arresti domiciliari. Le identità non sono ancora state rese note, ma dai resoconti locali emergono età molto basse e il legame con la Curva Terminillo. Per lo stesso episodio si trovano già in carcere tre ultras del Sebastiani Rieti, Manuel Fortuna, Kevin Pellecchia e Alessandro Barberini, ritenuti militanti dell’estrema destra e accusati di omicidio volontario. Secondo le ricostruzioni, dopo la partita tra Sebastiani Rieti e Pistoia del 19 ottobre, un gruppo di tifosi reatini raggiunse in auto un punto della superstrada, si appostò dietro un cavalcavia e, a volto coperto, affrontò il pullman dei tifosi toscani. Le pietre lanciate contro il parabrezza avrebbero centrato la testa di Marianella, provocandone la morte sul colpo. Alcuni partecipanti, resisi conto della gravità dei fatti, si sarebbero tirati indietro; tra le testimonianze raccolte, c’è chi indica specificamente Barberini, Fortuna e Pellecchia come tra coloro che lanciavano i sassi, mentre un altro testimone sostiene che non fossero gli unici presenti dietro il guardrail.

