L’AI cambia gli esami: la scuola deve ripensare la valutazione
L’intelligenza artificiale generativa mette in discussione il modello tradizionale di verifica scolastica. Il nodo non è solo impedire l’uso dell’AI negli esami, ma capire quali competenze valutare in una società in cui studenti e professionisti collaborano stabilmente con sistemi intelligenti
Già da anni la scuola avrebbe dovuto muovere dal banale nozionismo allo stimolo alla riflessione, elaborazione, conscienza critica. Anche attraverso lo stimolo di soft skills come il public speaking, la programmazione e via dicendo. Il problema è che la scuola italiana è sottofinanziata, con un corpo docente avvilito e sottopagato, demotivato ed accerchiato da genitori e burocrazia asfissianti.
@grep_harder sono completamente d’accordo e ho notato che nella percezione dei genitori o almeno della maggior parte di loro, la scuola viene percepita come una realtà dal basso valore aggiunto, praticamente poco più che un kindergarten dove parcheggiare i bambini.
Basta vedere che ogni volta che c’è una riduzione di orario i genitori non sono incazzati perché i figli avranno un’ora di istruzioni in meno, ma solo perché gli tornano a casa un’ora prima
bisogna anche dire che la scuola non si impegna particolarmente a cambiare questa percezione. Diciamo che ci sarebbe bisogno di maggiore attenzione delle istituzioni scolastiche anche sul tema della percezione da parte dei genitori, da tenere però rigorosamente FUORI dalle scelte didattiche.
@grep_harder @macfranc @aitech @scuola la scuola è una delusione. E la politica non aiuta: da un lato abbiamo i politici (di destra) che dicono “genitori troppo permissivi, genitori che insegnano ai prof come si insegna”. Dall’altro gli stessi politici “educazione sessuale solo se i genitori danno il consenso”.
Siamo passati dal prof che te le dava e i genitori che te le davano il doppio, all’estremo opposto.



