Italian, progressive, non-religious; blind since birth, accessibility consultant, WordPress blogger and Fediverse ambassador, HIV awareness advocate. Creator of @plusbrothers fiction/satire project. 🏳️‍🌈🏳️‍⚧️🇪🇺🦮🦯 #a11y #blind #WordPress #accessibility #hiv #fedi22 #fediverse #advocacy #activitypub #StopStigma #UEqualsU

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  • @lorenzodm @gnulinuxitalia Come no, hai idea? Esci, trovi le barriere architettoniche, segnali al comune, io segnalai il semaforo acustico messo sbagliato nel 2019, e sta ancora lì. Col rischio di morte. Io sono tra quelle persone che pretende il diritto di “staccare”, avendo avuto l’esperienza che ben conosci; ma per poter veramente staccare, bisogna averci le alternative. Chi ha detto testimoni di geova che rompono le palle agli anziani seduti sulle panchine? Io. O neocatecumenali, insomma quella gente lì. Poi c’è pure da stare attenti al business del “digital detox” che ti fanno spendere fior di quattrini per vacanze “disconnesse” ma tu vai lì, senza sapere che esistono le “modalità focus” puoi far sparire le notifiche in determinati orari e luoghi.
    Il vero digital detox è fatto non solo di aria fresca ma soprattutto di comunità ed educazione. Il resto è retorica spicciola.









  • @emama @politica Da piccoli ci dicevano “varda no sta far tardi, no sta 'ndar fora, che te magna el loo!” termine dialettale che significherebbe “lupo” ma in realtà è come “l’uomo nero” o tutte quelle figure nate per far paura ai bambini. Ecco. Quando sei adulto, “el loo” deventa el woke. Pronunciato anche alla cavolo certe volte.
    Poi cosa sarebbero tutti 'sti “diritti civili” che rovinerebbero le classi popolari? Da quando i diritti rovinano?
    Occuparsi di libertà individuali, disuguaglianze, ambiente, mi pare che sia una cosa da fare in tutta la politica indipendentemente dall’orientamento destra, sinistra, centro.
    Sul discorso “cancel culture” e simili, a me risulta che sia la destra a farlo, e a paventare cose strane tipo “vogliono toglierci la festa del papà” non mi risulta che nessuno abbia mai pensato a qualcosa del genere, anche se credo sia opportuno dirlo: la diversity equity inclusion è stata sempre trattata come fuffa perché chi fa i corsi spesso e volentieri parla di dati, percentuali, linguaggio, ma in quei corsi mai un cavolo di nessuno ti spiega cosa sia una tecnologia assistiva per esempio. Ti spiegano sei obbligato per legge ad assumere persone con disabilità e non ti spiegano come gestire le loro esigenze. Ma queste sono storture che si porta dietro l’america, e l’europa ha copiato. Con la politica non c’entrano. Sono storture industriali e commerciali.