

Vade feliciter.


Vade feliciter.


Perché rispondi a me così? Mi pare che siamo perfettamente d’accordo.


Io ho detto più volte che sarei favorevole a mandare tutti miliardari su Marte, a patto che non ci siano rifornimenti o comunicazioni con la Terra


Già, ma prima di allora non parlerei.


Quello che riguarda già noi è la sottrazione di risorse per scopi idioti.


Questo se le azioni finalizzate alla colonizzazione su Marte e tutti gli individui coinvolti fossero completamente isolati dal “Sistema Terra”. Ma dato che non lo sono, ci sono da calcolare gli impatti.


Se permetti lo chiamo quando chiudono Eraring.
Non sono sui social e dove abito (all’estero) non ci sono manifestazioni proPal, ma mi basta sentire le argomentazioni dell’una e dell’altra parte per percepirne la (mancanza di) sostanza.


È un Netflix d’essai. Senza produzioni proprie, ma con molte “sponsorizzazioni” di nuove uscite. Ci si trova da Bergman a Kaurismäki, e cose nuove tipo “O Fiume o morte”.
Se ne esce migliori.


Effettivamente tra un fattore e l’altro non saprei chi è peggio. Una volta trovai una statistica dell’andamento delle polveri sottili a Roma correlato agli ingorghi sul GRA e praticamente per la maggior parte sembrava venire da là.


Hai argomentazioni basate sui fatti contro quello che dicono? Perché io Minniti e Conte me li ricordo bene, nemmeno avrei bisogno de “Il Manifesto”.


L’andamento erratico per l’eolico e “ad S” per il solare rende la griglia soggetta a problemi di sovraccarico che sì, come dici, sono gestibili, ma la domanda è “gestibili tramite investimenti di quanti anni e che, paragonati all’adozione delle nuove sorgenti, andava iniziata quanto tempo fa?”.
A tutto ci si può adattare, ma se si causano problemi per anni si dà ragione a chi propone di rimanere sul fossile anche solo come sorgente stabile di base.


Dal punto di vista della qualità del prodotto finale, non ci sarà differenza con quello prodotto qui o importato da altre aree per il mercato EU.
Si può dire che verranno da piantagioni e allevamenti che disboscano l’Amazzonia, ma è anche vero che se facciamo valere strumenti regolatori come il CSRD, saremo una spinta positiva netta anche su quegli argomenti.


Io non sono d’accordo sull’approccio basato sul disdire i servizi a pagamento. I soldi che vengono dati a queste aziende direttamente dagli utenti sono una quantità risibile in confronto a quanto ottengono da investitori privati ed istituzionali a fronte del semplice numero totale degli iscritti. Come per lo Sbattesimo, ci vuole una vera e propria bonifica statistica a loro danno.
Io sono totalmente fuori da Amazon, Epic, Facebook, Instagram (sto lavorando su WhatsApp), Netflix, Uber e X, tra poco anche da Microsoft e tra un po’ di più anche da Google.
Si campa benissimo e anzi con alternative come Mubi, ci si guadagna anche in cultura.
Ma non si faccia l’errore di pensare che il fatto che si paghi qualcosa abbia un peso per aziende come queste. Basti vedere come Google si comporta con chi, come me, blocca gli annunci su YouTube, nonostante non lo paghi.


Presente all’appello!
Io che sono molto pessimista ci conterei dentro anche l’opzione “malfidati”


L’ho usato nel 2020, ma solo con 2 interlocutori via video. Come funziona con 5 o più?
Regola numero 1: MAI portare il proprio cellulare a una protesta, nemmeno spento. Al massimo si può usare un burner phone attivato in loco.
Io non pago per Youtube Premium e Google può vedere benissimo che non visualizzo né tantomeno clicco alcun annuncio da anni. Nonostante questo, a parte qualche invito a provare la free trial del Premium non mi blocca, non mi fa throttling né niente. Questo perché per Google conta molto di più dire che ci sono persone che usano Youtube ogni giorno per ore, come me, piuttosto che farmi scappare via.