Avrò scoperto l’acqua calda, ma i pagamenti con PayPal sono anti privacy by default.
A parte il numero della carta, tutti gli altri dettagli anagrafici sono alla mercé del venditore.
Me ne sono accorto perché:
- ho ricevuto per corrispondenza materiale promozionale di enti a cui avevo fatto delle piccole donazioni (quelle proposte durante i pagamenti).
- Ad un checkout, indirizzo e cellulare sono stati assimilati interamente da PP.
Continua nei commenti…


@elettrona @Nikodum @ZeroGravity @dajelinux @internet Sono timori fondati.
Ma c’è anche da dire che il contante non ti pone in alcun modo al riparo da questi rischi, dato che se “chi gestisce i soldi” decide che 100 euro domani valgono 10, sei povero comunque (E per quanto riguarda l’elettricità, se dovesse mancare a un livello tale da non poter più usare pagamenti elettronici per un tempo prolungato probabilmente avremmo problemi più urgenti da risolvere)
@QuasiMagia @Nikodum @ZeroGravity @dajelinux @internet Infatti io non sono una di quelle che dicono “mettete i soldi sotto il materasso” perché una banconota o moneta da [valore a caso] può assumere un valore inferiore nel giro di un’ora. Per quello io sono molto più favorevole a più metodi di scambio. Il problema però è alla base, e anche filosofico oltre a pratico. Il concetto di scambio, condivisione, comunità…