AgeVerification: da marzo, per impostazione predefinita, Discord richiederà, agli utenti, un documento d’identità o la scansione del volto
«In occasione del Safer Internet Day, vogliamo essere chiari sulla nostra posizione. Discord si impegna a creare esperienze più sicure per gli adolescenti, investendo in modo proattivo in questo lavoro e operando nel rispetto della privacy dei nostri utenti, mantenendo ciò che rende la nostra piattaforma così unica»
https://discord.com/safety/how-discord-is-building-safer-experiences-for-teens


@sposadelvento @game @informapirata @informatica l’idea di demandare il controllo al Browser / sistema operativo è certamente meno sbagliata di inviare i documenti al sito di turno, ma in realtà non fa altro che spostare il problema: come fa il browser / sistema operativo a sapere che l’utente è maggiorenne? Come fa il sito a sapere che il browser dice il vero? Quanto tempo passerebbe per avere un browser o un’estensione che manda dati fittizi al sito?
@mrphelz
Questi problemi sarebbero demandati all’adulto che ha messo il dispositivo in mano a un minore. Basterebbe che ci fosse un po’ più di consapevolezza e responsabilità da parte dei genitori.
@sposadelvento @informapirata @informatica
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@sandropisano @sposadelvento @game @informapirata @informatica Hai perfettamente ragione: il controllo è doveroso, purtroppo però la maggior parte dei genitori manca della voglia di farlo, della capacità tecnica di gestire la cosa è/o anche solo della consapevolezza che ci siano pericoli da gestire.
Demandare ai genitori la cosa sarebbe come dire che è il genitore che deve impedire al barista di vendere alcolici al figlio.
Per uno che lo fa ce ne sarebbero 100 che non lo fanno
@mrphelz @sandropisano @sposadelvento @informapirata @informatica
Ma il blocco totale dei social per i minorenni è proprio quello che sta avvenendo:
- https://www.ilpost.it/2026/02/04/spagna-proposta-legge-divieto-social-media-adolescenti/
- https://www.ilpost.it/2025/12/09/australia-divieto-social-media-minori-16-anni/
- https://www.ilpost.it/2025/10/08/danimarca-proposta-legge-divieto-social-network-minori-15-anni/
E tutti più o meno chiedono ai social media di farsi carico di verificare l’età.
Al contrario il parental control lascia anche discrezionalità al genitore di decidere come regolarsi con il proprio figlio. È possibile già ora bloccare l’installazione di un app per lo smartphone dei propri figli.
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@sposadelvento @game @sandropisano @informapirata @informatica è un po’ più complicato di così, giusto un pelo …
avrebbe senso se a) tutti lo facessero e e) se un bambino/ragazzo avesse accesso solo al suo dispositivo, ma sappiamo benissimo che non è così.
Nella classe di mio figlio (12 anni, 20 allievi), lui è l’unico senza smartphone; degli altri 19 forse 3 hanno un parental control abilitato.
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@game @sandropisano @sposadelvento @informapirata @informatica ho due figli, 15 e 12, quindi so come funziona 😀.
Il problema è che io lo so ma moltissimi altri no. Per dire: un’amica di mia figlia (15 anni) usa Snapchat per chattare online con sconosciuti, i genitori (padre in polizia, madre insegnante di liceo, quindi non proprio gli ultimi dei cretini) non ne hanno la più pallida idea.
Per questo non puoi metterla via con “è un problema dei genitori”
@mrphelz
Io sarò nella tua situazione tra qualche anno, ma già vedo che fra pochissimo dovrò iniziare a lottare perché tutti i compagni avranno lo smartphone in prima media e faranno iscrivere i figli a whatsapp perché… tanto che può succedere di male?
Quindi sono d’accordo che non si può lasciare solo ai genitori (anche perché non è di banale gestione neanche per genitori con competenze informatiche), ma io sono più favorevole a una sensibilizzazione e informazione che parta anche dalla scuola, piuttosto che a una misura di controllo invasivo di tutta la popolazione.
@sandropisano @sposadelvento @informapirata @informatica
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@sposadelvento @game @mrphelz @informapirata @informatica in realtà puoi attivare il parental control e bloccare il PlayStore, ogni volta che tuo figlio cerca di installare un app sul telefono del padre/madre riceve la richiesta di autorizzazione all’app. Gli strumenti ci sono.
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