RE: https://mastodon.uno/@prealpinux/116074281630415057

Faccio seguito alla richiesta di risorse libere per la scuola e aggiungo che sto iniziando a fare una piccola guida per chi ha figli alle elementari e vorrebbe dargli come primo strumento un sistema libero al 100%
Ho iniziato quest’anno recuperando 2 portatili e mettendo fedora ai gemelli con Gcompris, luanti, SuperTuxKart che hanno avuto un’ottimo successo.
Ci sono altri software didattici o giochi rigorosamente open adatti per chi fa i primi passi col PC?

Rilancio nel gruppo @opensource

  • Daniele Micci 🇪🇺@mastodon.uno
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    8 days ago

    @filippodb @opensource

    È un’ottima iniziativa, che certamente aiuterà molti genitori (e molti figli) ad accostarsi al software libero.
    Per mia esperienza l’ostacolo maggiore è però nella scuola: nell’offerta di strumenti proprietari e chiusi, proposti come standard e in assenza di alternative; nelle ricerche da esporre in classe su slide powerpoint da proiettare sulla LIM; e in molti altri possibili esempi analoghi.
    Bisogna lavorare molto sull’informazione delle istituzioni pubbliche.

    (1/2)

    • Daniele Micci 🇪🇺@mastodon.uno
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      7 days ago

      @filippodb @opensource

      La scuola, in particolare, dovrebbe formare cittadini: non consumatori (in fin dei conti, a scuola impari a scrivere, non ad usare una BIC o una Montblanc: perchè con l’informatica dovrebbe essere diverso?).
      Mentre le istituzioni pubbliche in genere dovrebbero usare e consentire di usare strumenti e formati liberi.
      Chissà se ci arriveremo mai.

      (2/2)

      • ZeroGravity@mastodon.uno
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        7 days ago

        @grimjfoot @filippodb @opensource finché avremo una classe politica poco predisposta all’informatica, saremo lontani da quel momento. Ci vorranno ancora 3/4 generazioni di politici prima che si muova qualcosa, prima che l’input arrivi dall’alto come progetto sociale globale. Allora sì che partiremo con il piede giusto fin dalle scuole. Questa è la dimensione italiana, a mio avviso. Nel frattempo, dovremo sempre ringraziare le iniziative personali e spesso solo locali. Peccato, davvero.