RE: https://mastodon.uno/@diggita/115332713918373859

Interessante (e un po’ desolante) vedere come nel @fediverso molti hashtag stiano diventando territorio di conquista per bot che pubblicano a raffica solo per occupare i trend: basta farsi un giro su #alexzanardi per trovarsi davanti quasi esclusivamente contenuti automatici.

In certi casi può anche avere una sua utilità. Ma se un hashtag viene sommerso da decine di post all’ora, che senso ha usarlo o seguirlo? Non è più uno strumento utile, molto meglio usare e seguire i gruppi tematici lemmy.

  • Elena Brescacin@poliversity.it
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    ·
    13 days ago

    @diggita @fediverso Community e hashtag sono funzioni differenti (con una community interagisci, con un hashtag no) dipende molto da che cosa vuoi…

    Sui sistemi automatici sono assolutamente d’accordo, si riempiono di robot, fra l’altro sapevo che bastasse mettere “nobot” come hashtag sulla bio per non farsi boostare dai bot, ma non sono sicura che funzioni.

    Per esempio io ho “disabled voice feed”, un bot che seguo sulla disabilità. Gestito da newsmast foundation; tiene dentro tutti quelli che mettono il tag "disability. E la dispersività degli hashtag, viene anche dalla maleducazione umana, anzi DISEDUCAZIONE.

    Io mi sentirei irresponsabile e irrispettosa se utilizzassi l’hashtag “hiv” raccontando storie del virus finto su fedi. Per quello, c’è fedifiction…

    Ma gente che usa il tag “disability” per dire di aver (uso un eufemismo) vissuto una bellissima avventura di attività fisica… nel bagno disabili pubblico… Insomma, quello l’ho visto. E non l’ho insultato solo perché a prescindere, sul fediverso non insulto nessuno a meno che proprio non me lo tolga dalla bocca. Il che in 2 anni è successo due volte. Tre al massimo.

    • @elettrona @fediverso ovviamente gli hashtag e i gruppi sono strumenti ottimi.per varie ragioni, anche per raggiungere persone che non ti seguono o per seguire argomenti specifici.
      IL vantaggio dei gruppi è però che puoi pubblicare solo ad un gruppo alla volta mentre lo stesso messaggio lo puoi publicare su decine di hashtag e quindi era solo questione di tempo chè qualcuno se ne approfittasse.
      il fenomeno era noto per gli hashtag inglesi ma ora vedo che se ne approfittano anche gli italiani.