Scuola, la scelta obbligata dei manuali digitali. Un risparmio apparente che penalizza la didattica
Il passaggio al libro digitale ha costi e impatti didattici. Oltre agli studi che dimostrano i vantaggi dello studio su carta, i device sono spesso anche una fonte di distrazione. Il tutto, mentre si vieta l’uso dei telefoni a scuola
@informapirata @scuola io non sono un educatore e di conseguenza la mia opinione a riguardo conta meno di zero, ma sono dell’idea che nel 2026 sia totalmente anacronistico andare ancora avanti a fare lezione con libri, quaderni, fotocopie, schede e compagnia bella.
anche solo dal punto di vista meramente logistico: con 500g di tablet hai tutto.
senza contare che potrebbe essere l’occasione per fornire ai ragazzi una giusta educazione digitale.@mrphelz perdona la franchezza, ma sono convinto che quasi tutto ciò che hai detto sia sbagliato.
sono dell’idea che nel 2026 sia totalmente anacronistico andare ancora avanti a fare lezione con libri, quaderni, fotocopie, schede e compagnia bella.
D’accordo con te sulle fotocopie, ma libri e quaderni sono una risorsa non paragonabile a qualsiasi altra risorsa digitale: il modo stesso con cui puoi leggere e studiare un libro di testo attiva connessioni che restano inutilizzate quendo studi su un supporto digitale e rinforza in maniera spaziale e tattile la percezione strutturale dell’opera; ancora di più scrivere su un quaderno e studiarci sopra è un esercizio incredibilmente più produttivo per il consolidamento cognitivo dello studente
anche solo dal punto di vista meramente logistico: con 500g di tablet hai tutto.
500g di tecnologia estremamente costosa che mediamente dopo un anno e mezzo diventano spazzatura elettronica? Una porta di accesso alla schiavitù della connessione perpetua? Uno strumento che ti consente di trovare tutte le risorse necessarie senza neanche doverti ricordare dove si trovino?
senza contare che potrebbe essere l’occasione per fornire ai ragazzi una giusta educazione digitale.
Ogni volta che qualcuno parla di “educazione digitale” muore un esperto di didattica dell’informatica e @giacomo riceve una piccola scossa al cuore! L’educazione digitale, se vuoi definire in tal modo quello che dovrebbe essere un percorso di padronanza della tecnologia informatica non passa attraverso la somministrazione di dispositivi basati su software proprietario e su sistemi estremamente chiusi.
In realtà, “l’educazione digitale” viene iniettata in maniera molto più proficua se passa prima attraverso esercizi materiali, basati sul gioco manuale e sulla proiezione di schemi logici su carta@macfranc @giacomo @informapirata @scuola
ho premesso di non essere un educatore, accetto di buon grado tutte le critiche al mio ragionamento … con qualche eccezione (rispondo a pezzi per limiti di caratteri di mastodon.uno)“500g di tecnologia estremamente costosa che mediamente dopo un anno e mezzo diventano spazzatura elettronica?”
qui ti sbagli di grosso: qualsiasi tablet odierno (che non sia una cineseria da 20€) è perfettamente utilizzabile per svariati anni
@macfranc @giacomo @informapirata @scuola
“Una porta di accesso alla schiavitù della connessione perpetua?”non ho mai parlato di risorse online, non serve connettività 24/7 per utilizzare dei libri su un tablet, quindi non vedo il problema
“Uno strumento che ti consente di trovare tutte le risorse necessarie senza neanche doverti ricordare dove si trovino?”
che a mio avviso non è necessariamente uno svantaggio, anche perchè la possibilità di ricerca è inutile se non sai cosa cercare
ho premesso di non essere un educatore
tranquillo, non dipende da questo: di fronte alle sirene “rivoluzione digitale” gli educatori spesso sono stati un megafono e sono diventati parte del problema… Purtroppo sono anni che educatori e non educatori vengono bombardati da una promozione continua dei vantaggi della “digitalizzazione”, e tutto questo senza ch vensse dato spazio alle voci critiche, se non a qualche pittoresco neoluddista. Quando il dibattito manda o viene rappresentato in modo alterato, vengono meno gli anticorpi.
Il problema dei libri digitali per esempio è nato proprio a causa della mancanza totale di un serio dibattito in seno all’opinione pubblica sull’argomento e su questo, l’anno scorso si è avuto un tracollo totale di cui gli insegnanti sono stati i principali responsabili
qualsiasi tablet odierno (che non sia una cineseria da 20€) è perfettamente utilizzabile per svariati anni
Non in mano a un ragazzo
non serve connettività 24/7 per utilizzare dei libri su un tablet
Quando hai un tablet, ti connetti: è la realtà
non è necessariamente uno svantaggio
è una delle cose che impattano di più sulla formazione di una mappa mentale della conoscenza
anche perchè la possibilità di ricerca è inutile se non sai cosa cercare
Gli LLM hanno reso obsoleto questo assunto: sarà evidentemente inutile per lo sviluppo cognitivo, ma non ai fini degli eventuali esercizi da svolgere
@macfranc @mrphelz @giacomo @informapirata @scuola
Riassumo questa divertente epica burocratica. Ministero mette tetto di spesa -> per aggirare il tetto, i docenti scelgono il digitale ma consigliano il cartaceo -> rimborsi impossibili -> tetto di spesa rimane com’è. Evidentemente, questa regola del tetto di spesa fisso viene vissuto dalle scuole come un vincolo esagerato e forse è meglio sostituirlo con un semplice ‘mentre decidete date anche un occhio al prezzo’.@sposadelvento @macfranc @giacomo @informapirata @scuola questo è un’altro dei grandi misteri della vita (almeno per me): se il programma di una materia è (o quantomeno dovrebbe essere) ministeriale (leggi uguale per tutti) perché scuole diverse hanno libri di testo diversi, o peggio perché docenti diversi all’interno della stessa scuola hanno libri di testo diversi per la stessa classe / materia?
Non sarebbe più sensato libro di testo unico e eventualmente il docente integra con schede ad hoc?@mrphelz no, perché la libertà di insegnamento è sacra



