La teoria del pulmino - Il blog di Mantellini sulle frasi pronunciate da Michele Mari a proposito di Michela Murgia e sui confini della sfera personale

@culture

Nel caso di Michele Mari e delle sue esternazioni durante un viaggio su un pulmino, l’aspetto maggiormente rilevante sul quale soffermarsi non riguarda le frasi di Mari ma, appunto, il pulmino. Perché la sarabanda abbia inizio, lasciando stare l’eventuale interesse privato della scrittrice che ha fatto scoppiare il caso, è necessario dare per scontato che una conversazione privata su un mezzo di trasporto sia un atto pubblico. È un assunto che chi desiderava aprire le danze sul corpo della donna, la sua sessualizzazione da parte del maschio ha dato per scontato. Vale a dire che dentro quel pulmino Mari parlasse ex catedra, quasi fosse con un microfono su un palco.

Trovo che l’individuazione del confine fra ciò che è intimo e ciò che è pubblico e quindi di tutti, messo nella disponibilità di chiunque, sia il vero tema del quale si dovrebbe discutere.

Il tema del bilanciamento fra elementi di vita privata e esternazioni pubbliche è oggi importante, se non altro perché riguarda moltissime persone ogni giorno. Dove terminano i luoghi della nostra riservatezza, quelli che noi chiamiamo casa, quelli in cui le nostre miserie restano in qualche maniera protette e celate ai più?

mantellini.it/2026/06/22/la-te…

  • Elena Brescacin@poliversity.it
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    2 months ago

    @lindasartini @russandro @culture quello che io ho sempre sostenuto, è: il diritto a fare schifo, deve appartenerci. E se uno fa una uscita disgustosa come questa qua, va messo al suo posto in modo altrettanto disgustoso (il diritto a fare schifo mio, vale tanto quanto il tuo perciò se lo usi contro di me, io te lo restituisco).

    Io sono la prima a essermi sentita dire non solo “brutta” ma anche “sei un peso” al che rispondo sempre “sono un peso di carne, tu sei un peso di sterco”. Ma andare a far casino nei media in una situazione in cui avrebbero potuto schifarsi tra di loro, anche no

    • Linda Sartini@mastodon.uno
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      2 months ago

      @elettrona @russandro @culture ammetto di non aver contato quanti media e quanto e come ne hanno parlato e se ci sia stata gogna social, rifletto solo sul contenuto oggettivo delle parole.
      Concordo sul diritto alla privacy e a dire cose brutte in privato.
      Ricordo che l’uomo in questione non è un anziano al terzo grappino al bar, ma uno scrittore che con le parole, i concetti e la morale ci lavora, ergo ci sguazza nei media e con un po’ di fortuna si candiderà a destra grazie alla sua uscita XD

      • Elena Brescacin@poliversity.it
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        2 months ago

        @lindasartini @russandro @culture Non frequento i social commerciali, però mi sto chiedendo anche: se il soggetto della discussione fosse stata Meloni anziché Murgia, avrebbe avuto lo stesso effetto mediatico? Per quanto mi riguarda, sempre ammesso che abbia detto quelle cose sul serio, quelle lì sono frasi spregevoli anche se dette alla strega di Biancaneve o a Crudelia. Però neanche mi piace vedere certi personaggi santificati, da vivi e da morti.
        Non sminuisco Murgia come scrittrice, cerco solo di farmi domande su tutte le prospettive.

        • Linda Sartini@mastodon.uno
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          2 months ago

          @elettrona @russandro @culture dipende: se parli della sinistra politica, in genere corre a dare solidarietà anche a Meloni se colpita da una frase sessista. Se parli dei giornali, anche a sinistra sono maschilisti quindi diventano femministi a seconda della convenienza. Però l’intellettuale di sinistra scaricato dalla sinistra per questioni contro le donne (episodio ben più grave, violenza domestica non parole su un pulmino: Caffo) più facile lo intervistino a destra, magari su Libero.

        • Linda Sartini@mastodon.uno
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          2 months ago

          @elettrona @russandro @culture PS. Santificare Murgia o chicchessia: no non mi piace. Pessima abitudine umana. Però: lui poteva dire che era una str*nza sopravvalutata e irascibile. Perché buttarla sul fatto che era brutta, quindi non se la sc*pava nessuno, ergo era cattiva? Per me tutto ruota intorno a questo concetto, in privato o no è idea comune tra maschietti: vedere le donne solo in funzione del desiderio maschile. Ragazzi, se pensate questo, pure in pvt, rifletteteci vi prego. Tutto qui.

          • Elena Brescacin@poliversity.it
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            2 months ago

            @lindasartini @russandro @culture Ricordo benissimo la storia di Leonardo Caffo. E sui giornalisti sono assolutamente d’accordo, vanno sempre dove gli conviene.
            Questa cosa del sessismo però la deve finire. Gli uomini a sessualizzare le donne anche nel loro carattere, ma su questo mi ci metto anch’io perché per anni ho detto “Vannacci è omofobo perché gli prude il culo, è antifemminista perché la moglie non gliela dà più”

            sarebbe il caso proprio di non dirle più e non riderci più.