«Invece di vietare l’IA, ho stipulato un contratto di classe con i miei studenti»
Il nostro vero dovere come insegnanti è sempre stato quello di stimolare gli studenti a pensare. Il compito ora è trovare il modo di coinvolgerli nel faticoso, ma essenziale, lavoro di pensiero critico in un mondo in cui le macchine sono disposte a farlo al posto loro.
https://www.science.org/content/article/instead-banning-ai-i-made-classroom-contract-my-students
@informapirata @aitech
# 2 - ricordo ancora i professori che vietavano l’Encarta o le prime ricerche sul web. Era obbligatorio usare l’enciclopedia cartacea. Tutto molto romantico. Ma si fermava a quello. Nessun aggiornamento sulla mia enciclopedia degli anni '80 e ore perse a girare tra un rimando all’altro.
Non dico che è tutto rose o fiori. Dico che con una testa attenta, si può bilanciare utilità, ambiente e tecnologia!👇ultimo commento lo giuro👇
@nextredblog @aitech tra l’altro aggiungerei che la mia insegnante delle medie ci invitava a non “fare le ricerche” sulle enciclopedie, ma di farle sui libri e di utilizzare le enciclopedie solo per avere il quadro generale, l’accesso ai tratti più importanti dell’argomento in questione. In questo senso, quando non c’è attenzione allo studio c’è poca differenza tra il chat GPT della situazione e l’enciclopedia offline o online
@informapirata @nextredblog @aitech hai usato un speech-to-text?
@filobus @nextredblog @aitech sì… 😁 😄 🤣
@informapirata @aitech
Infine, vorrei dire che proprio gli attivisti con valide competenze, devono riuscire a trovare un modello o un modo per creare una intelligenza artificiale libera. Dunque non in mano alle big tech. L’obiettivo non è vietare, ma proporre una alternativa sana. Condivisa. Unica.L’importante è non chiudere gli occhi e sperare che tutto ciò sparisca magicamente ma guardare al futuro con una morale diversa da ciò che è imposto!
@informapirata @aitech
Un articolo moderato. È quello che ho fatto fatica a trovare da molto tempo.
Un’idea che si pone tra coloro che considerano l’AI la panacea di tutti i mali e coloro che considerano questa tecnologia il male che porterà l’umanità verso l’estinzione.Perché non considerarla uno strumento utile. Che in abili mani, e a disposizione di menti critiche può sprigionare una rapidità e una efficienza mai vista prima d’ora. O forse no?..
👇continuo nel secondo commento👇
> Perché non considerarla uno strumento utile. Che in abili mani, e a disposizione di menti critiche può sprigionare una rapidità e una efficienza mai vista prima d’ora
Ok, ma gli studenti devono prima studiare e imparare: questo è un dovere sia per l’insegnante sia per lo studente. L’obiettivo dello studio in età giovanile È proprio quello di strutturare il pensiero in un cervello giovane. La IA mette seriamente a rischio questa opportunità
@informapirata @aitech certo! In età scolare è essenziale insegnare il pensiero critico! Mostrare le alternative che abbiamo alle ricerche. È inaccettabile un testo generato da qualsivoglia intelligenza artificiale! E tali comportamenti vanno disincentivati.
Insegnare a utilizzare tali strumenti è invece molto utile. Far comprendere che non è corretto usarli per barare, ma per allargare le proprie ricerche e poi validare quando letto.
Urge moderazione!
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