𝗣𝗮𝗽𝗮𝗴𝗻𝗼: variante maschile di 𝗽𝗮𝗽𝗮𝗴𝗻𝗮, termine centro-meridionale per indicare una botta violenta, un pugno o un ceffone sul viso (dal Diz. Olivetti on-line).
Incuriosita, ho fatto una piccola ricerca, scoprendo che “papagno/a” indica il 𝘗𝘢𝘱𝘢𝘷𝘦𝘳 𝘴𝘰𝘮𝘯𝘪𝘧𝘦𝘳𝘶𝘮 o papavero da oppio.
Anzi, il significato di “cazzotto, forte sberla” si rifà proprio allo stordimento che segue l’assunzione di questo papavero. Insomma, è un colpo che ti manda ko.


@d_von_bern @cultura @troppacaffeina ma stramuson è anche quando stringi troppo forte. Un strucon è un abbraccione. Un stramuson quando te ne do uno di così forte che ti scompiglio tutto.
Se te vanto, te ne ciapi tante, do a volta fin che no porta disparo!
@elettrona
E chi non ricorda il famoso “struca el boton” di zia Mara? Qui forse sarebbe più facile sentire “schissa el boton”, ma il risultato non cambia.
L’espressione “te fago le gengive orfane” l’ho sentita in un video di Francesca Michielin. Qui mai sentita! In una zona dove le parole cambiano da un paese all’altro, seppur confinanti, Bassano è lontano anni luce. 😉
@cultura @troppacaffeina
@d_von_bern @cultura @troppacaffeina da me inciampare si dice ingambararse o scapussarse. Un mio collega di origine vicentina dice “varda che te te intrabuchi!”
@elettrona
Inciampare qui diventa “scapusàr” o “strabucàr”.
@cultura @troppacaffeina
@d_von_bern @cultura @troppacaffeina Se pensi che una volta avevo un collega che balbettava un po’; quando provava ansia, stress, emozioni forti soprattutto.
Insomma c’era uno scalino di quelli piccoli, stupidi, mezze trappole. Lui mi stava accompagnando, e mi fa: va, va, varda che te te sca… te te sca…
Io boom! Per terra.
E lui: te, te, te disevo… che te te sca… scapussavi!
E io: ma se ti, se ti te fussi manco balbo, mi stavo ancora in piè! Ovviamente avevamo sufficiente confidenza per dircele, prenderci in giro senza ferirci.