Linus Torvalds, Claude e il kernel di Linux: questo è il ménage a trois tecnico che sta facendo discutere. Il punto su cui invece dovremmo riflettere è: perché pensiamo che la “filosofia” OS abbia a cuore la libertà degli utenti? Tutto il movimento, in realtà, sta diventando un baraccone tenuto in piedi dai generosi investimenti delle Big Tech e di questo, un certo Stallman, ci aveva avvistati un po’ di tempo fa.

#linux #opensource

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@fsf @opensource

https://youtu.be/6nHCGULXvRo

  • PiadaMakkine@livellosegreto.it
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    5 days ago

    @conte_zero @linux@mastodon.uno @linux@diggita.com @fsf @opensource finché sarà open ci sarà sempre la possibilità di modificarlo. Quindi la libertà rimane garantita per chi lo vuole fare. Chi non è in grado di farlo ha sempre la possibilità di informarsi e di scegliere. Distro libere ce ne saranno sempre. Certo che se si vuole la funzionalità spaventosa di un SO attuale bisogna scendere a compromessi. Mint non sarà mai EasyOS.

  • Raster@mastodon.uno
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    5 days ago

    @conte_zero @linux @linux@diggita.com @fsf @opensource Negli anni in cui la GPL è nata c’era anche l’intenzione di evitare che una sola compagnia abbia il monopolio, specialmente il periodo tra il 95 e inizio 2000 quando Microsoft sbaraglio OS/2 della IBM sui pc, tuttavia all’atto pratico una licenza può solo garantire la disponibilità del codice e delle sue estensioni, ma nell’atto pratico non può controllare il comportamento umano di creare monopoli e coercezioni.
    Forse…

    • Raster@mastodon.uno
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      5 days ago

      @conte_zero @linux @linux@diggita.com @fsf @opensource … quest’ultima cosa la si è sempre sottovalutata, dove si è sempre pensato che la GPL frenasse l’influenza delle big tech dato che non possono chiudere il codice, mentre l’influenza vera e propria, a mio avviso, viene sempre da chi ci mette i soldi per permettere che lo sviluppo vada avanti in maniera sostenuta, indifferentemente che il codice sia aperto o chiuso.

      • ConteZero@mastodon.unoOP
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        5 days ago

        @raster @linux @linux@diggita.com @fsf @opensource Ma infatti il problema fondamentale non è mai stato il codice; il codice tanto lo guardano in pochi e interessa a meno. Il problema secondo me è di vision/management: come fa un prodotto “FOSS” a diventare un qualcosa di interessante senza dipendere dai finanziamenti delle big tech? Perché altrimenti la direzione del progetto la sceglie chi apre il borsello. Secondo me la v3 ha provato a metterci una pezza ma a quanto pare le priorità erano altre

        • Raster@mastodon.uno
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          5 days ago

          @conte_zero @linux @linux@diggita.com @fsf @opensource Per contro, FreeBSD come licenza è criticato che non impedisce alla “big tech” di prendere codice e modificarlo senza renderlo aperto, tuttavia anch’esso ha il supporto e contributi influenti.
          Linux è seriamente decollato nel mondo commerciale grazie alla Red Hat che ha sviluppato un business serio attorno al supporto e assistenza con la sua distribuzione.
          E’ più quello che gira attorno che le licenze a rendere un successo o no un programma.

      • Raster@mastodon.uno
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        5 days ago

        @conte_zero @linux @linux@diggita.com @fsf @opensource Si sta accendendo un certo interesse per i BSD di questi tempi, ma anche questi non escludono categoricamente l’uso delle LLM nei progetti, ma piuttosto è strettamente controllato e ammesso in certi casi, tipo con NetBSD. Comunque credo che per via di interessi diversi dietro ad essi, come FreeBSD è più sovvenzionato da chi opera nel ramo server, a nessuno di essi interessi buttarsi a pesce come Linux nel botto delle AI.

        • ConteZero@mastodon.unoOP
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          5 days ago

          @raster @linux @linux@diggita.com @fsf @opensource L’utilizzo degli LLM è la parte meno interessante di tutto questo, se vengono usati è perché le linee guida del progetto lo consentono il che è il riflesso della direzione intrapresa dall’open source negli ultimi anni. Purtroppo, per quanto mi riguarda, “open source” è diventato come “green”: serve a venderti meglio il prodotto e a darti la sensazione di fare la scelta giusta; a nessuno interessa del codice così come a nessuno interessa del ciclo produttivo

          • Raster@mastodon.uno
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            5 days ago

            @conte_zero @linux @linux@diggita.com @fsf @opensource L’aspetto del codice AI al momento è la polemica più forte contro Linus stesso per certe affermazioni recenti, perché specialmente negli Stati Uniti la speculazione dietro ai datacenter fortissima, certe zone che ne ospitano si trovano bollette triplicate e black out frequenti, assieme a una impennata di 5 volte sul prezzo di ram, dischi e gpu.
            E il rischio che l’economia collassera quando la bolla speculativa esploderà.

            • Raster@mastodon.uno
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              5 days ago

              @conte_zero @linux @linux@diggita.com @fsf @opensource Perciò vedere Linux spingere a manetta sulle LLM, è tutt’altro che popolare (e lo capisco).
              Le mie preoccupazioni sono più sulla qualità del codice, sia perché rendono la manutenzione impossibile (il boom dei commit mal scritti subito da molti progetti, Kernel inclusa), sia perché la qualità del codice delle AI è tutt’altro ottimizzato sotto il cofano, a parte i problemi etici di plagiarismo evidente.

              Non vedo ancora nessun BSD fare lo stesso.

              • Raster@mastodon.uno
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                5 days ago

                @conte_zero @linux @linux@diggita.com @fsf @opensource Sono comunque d’accordo che FOSS è anche diventanto un “trend” ma almeno col vantaggio che il codice resta aperto, che garantisce rimarrà sempre a disposizione.

                Tuttavia se scavi un pochino, non impedisce di fare monopoli anche se l’intenzione era nata per evitarlo.
                SystemD e i compositori Wayland sono diventati standard, ma sono intrecciati parecchio con Linux rispetto a SysV e X11, che portarli altrove richiede molto lavoro di patch.

                • Raster@mastodon.uno
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                  5 days ago

                  @conte_zero @linux @linux@diggita.com @fsf @opensource Questo si traduce come lavoro extra per tutti i progetti (come FreeBSD) che non si basano su Linux, e da enorme influenza a Red Hat che finanzia lo sviluppo perché Gnome e KDE si appoggiano oggi su questi per funzionare.
                  Anche “montare” un Linux senza certi componenti si è fatto difficile e può dare problemi (tipo usare il compilatore LLVM e libreria MUSL).
                  E significa che anche se Open, l’ecosistema Linux sta diventando “vendor lock” come MacOs/Win.

    • ConteZero@mastodon.unoOP
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      5 days ago

      @raster @linux @linux@diggita.com @fsf @opensource Più che altro non puoi costringere le persone ad adottarla.Linux ad esempio è rimasto alla GPL-2 che risulta assai più permissiva rispetto alla v3 e questo perché la filosofia dietro al Free Software è inapplicabile al concetto di Open Source. Linus stesso si è scontrato con la FSF più volte in passato