Linus Torvalds, Claude e il kernel di Linux: questo è il ménage a trois tecnico che sta facendo discutere. Il punto su cui invece dovremmo riflettere è: perché pensiamo che la “filosofia” OS abbia a cuore la libertà degli utenti? Tutto il movimento, in realtà, sta diventando un baraccone tenuto in piedi dai generosi investimenti delle Big Tech e di questo, un certo Stallman, ci aveva avvistati un po’ di tempo fa.



@conte_zero @linux @linux@diggita.com @fsf @opensource L’aspetto del codice AI al momento è la polemica più forte contro Linus stesso per certe affermazioni recenti, perché specialmente negli Stati Uniti la speculazione dietro ai datacenter fortissima, certe zone che ne ospitano si trovano bollette triplicate e black out frequenti, assieme a una impennata di 5 volte sul prezzo di ram, dischi e gpu.
E il rischio che l’economia collassera quando la bolla speculativa esploderà.
@conte_zero @linux @linux@diggita.com @fsf @opensource Perciò vedere Linux spingere a manetta sulle LLM, è tutt’altro che popolare (e lo capisco).
Le mie preoccupazioni sono più sulla qualità del codice, sia perché rendono la manutenzione impossibile (il boom dei commit mal scritti subito da molti progetti, Kernel inclusa), sia perché la qualità del codice delle AI è tutt’altro ottimizzato sotto il cofano, a parte i problemi etici di plagiarismo evidente.
Non vedo ancora nessun BSD fare lo stesso.
@conte_zero @linux @linux@diggita.com @fsf @opensource Sono comunque d’accordo che FOSS è anche diventanto un “trend” ma almeno col vantaggio che il codice resta aperto, che garantisce rimarrà sempre a disposizione.
Tuttavia se scavi un pochino, non impedisce di fare monopoli anche se l’intenzione era nata per evitarlo.
SystemD e i compositori Wayland sono diventati standard, ma sono intrecciati parecchio con Linux rispetto a SysV e X11, che portarli altrove richiede molto lavoro di patch.
@conte_zero @linux @linux@diggita.com @fsf @opensource Questo si traduce come lavoro extra per tutti i progetti (come FreeBSD) che non si basano su Linux, e da enorme influenza a Red Hat che finanzia lo sviluppo perché Gnome e KDE si appoggiano oggi su questi per funzionare.
Anche “montare” un Linux senza certi componenti si è fatto difficile e può dare problemi (tipo usare il compilatore LLVM e libreria MUSL).
E significa che anche se Open, l’ecosistema Linux sta diventando “vendor lock” come MacOs/Win.
@conte_zero @linux @linux@diggita.com @fsf @opensource Alla gran maggioranza degli utenti vogliono solo un pc che vada, tuttavia sono quelle cose che determinano se tu stai passando da una piattaforma chiusa a un’altra sempre chiusa, anche se il codice è aperto, o una davvero aperta dove tutto è una opzione, non una forzatura.
Forse bisognava che le licenze coprissero la portabilità, non solo il codice, perché è la portabilità che rende i componenti universali per funzionare potenzialmente ovunque.
@raster @linux @linux@diggita.com @fsf @opensource la GPL v3 introduce infatti la tutela della libertà dell’utente di poter eseguire porting di un determinato software su hardware proprietario impedendo al produttore hardware di applicare sistemi di blocco o firme digitali (anti-tivoizzazione).
@conte_zero @linux @linux@diggita.com @fsf @opensource Tra parentesi, anche su FreeBSD hai Gnome/KDe e accelerazione 3d tramite drivers linux importati, ma per una serie di motivi tecnici e di licenza, devono applicarci tutta una serie di layers di compatibilità che è tutt’altro ideale.
Troppe compagnie non hanno riguardo per la portabilità, e anche se rilasciano il codice aperto, questo non aiuta comunque i progetti fuori da Linux che hanno bisogno di rendere funzionante il loro hardware. :/