Dopo un anno di “vibe coding”, è sempre più chiaro che l’IA non può sostituire l’impegno e l’esperienza umana. Le promesse di sviluppo rapido tramite comandi in linguaggio naturale, hanno portato a codice generico, problemi di sicurezza e mancanza di creatività. La supervisione umana rimane essenziale per garantire qualità e originalità.
@tecnologia
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@emdavack @SimoneViaggiatore mi sento anch’io smarrito.
Aprire i motori di ricerca e vedermi dei risultati dell’ai non richiesti nel primo box. Capire che Google ha appositamente peggiorato il suo algoritmo di ricerca per incentivare a fare più ricerche.
Il presente è questo, nel bene e nel male. L’AI è realtà: cerchiamo di utilizzarla con la testa. Cerchiamo di sensibilizzare all’utilizzo parsimonioso e con un fine utile.
Si può provare a parlarne, a capire: so di essere ignorante in materia