• Fediz@mastodon.uno
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    3 days ago

    @fucinafibonacci @spettacoli credo che espressioni come “il regista è un uomo quindi fautore del patriarcato” e similari la usino di più gli uomini che le femministe. L’espressione corretta che in genere viene usata è che “anche gli uomini sono vittime del patriarcato”

      • Elena Brescacin@poliversity.it
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        3 days ago

        @fucinafibonacci @Fediz @spettacoli Guarda che non serve sentirsi “vittima” di qualcosa, per riconoscere che un problema esiste. Anche perché sentirsi vittima, implica che sei passivo e chiedi aiuto agli altri che ti risolvano il problema qualunque sia, senza mai attivarti davvero in prima persona; invece parlare di intersezionalità vuol dire riconoscere che ci sono dei problemi su più fronti, e attivarsi per cercare non dico di risolvere ma almeno di gestire, arginare, il problema.
        Thelma e Louise è una storia che va guardata per quello che è - anche la fine tragica, è autodeterminazione fino alla fine. Adesso ne ho un ricordo vago, ma le cose vanno sempre contestualizzate e viste con gli occhi di quell’epoca.
        E poi, a me girano parecchio quando leggo e sento “io sono uomo e non mi sento vittima del patriarcato” sarebbe come dire “io ho uno stipendio fisso, una casa di proprietà, e nei dintorni del mio quartiere nessuno è povero. Non mi sento vittima delle tasse troppo alte!” O “accessibilità? Linux? Io lo uso benissimo, SONO VEDENTE, e NON VEDO dove sia il problema” (ecco, appunto).
        Ok, puoi anche non chiamarlo “patriarcato” se vuoi. Quella parola viene usata a sproposito tra poco ci fanno anche i leccalecca a forma di cazzo marchiati così. Che poi per fare quelli basta mettere due palline sul bastoncino anziché una e ottieni il “chupa chups patriarcy” ma devi rendere anche il bastoncino edibile…
        Seriamente: tu dici “non mi sento vittima di”, ma il problema tocca anche te. Quando da piccolo qualcuno ti ha chiesto di non piangere, quando hai visto i maschi lavorare più sulla forza fisica che su quella emotiva, quando il lavoro di cura lo fanno solo le donne… Per te è normale. Perché “si è sempre fatto così”. Stai bene dove stai. Il punto è questo.
        E in quanto all’intersezionalità, non è una cosa da prendere in giro ma da incoraggiare. Certo non coi libri e i video delle influencer che monetizzano, ma vuol dire porsi domande, guardarsi intorno, cercare di capire il mondo guardandolo da più prospettive non solo da quella che vedi subito a portata di occhi.
        Poi, siamo assolutamente d’accordo che la misandria non è intersezionale. Non puoi solo basarti sul discorso “è uomo non può capire le donne per definizione” “l’attore etero non può fare il gay” e avanti così. Spoiler: intersezionalità vuol dire innanzitutto dialogo e collaborazione reciproca.

        • Fucina Fibonacci@mastodon.unoOPM
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          3 days ago

          @Fediz @spettacoli ci sono anche persone che del “patriarcato” hanno fatto business vendendo libri, aprendo palestre solo per donne (ma gestire da uomini) e chissà cos’altro. Va bene. Auguro loro di fatturare (tutti insieme) un millesimo di quello che Mattel fa con Barbie

  • simonetta@mastodon.uno
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    3 days ago

    @fucinafibonacci @spettacoli
    non condivido questo commento…
    avevo 35 anni quando il film uscì nel '91 e ricordo pareri differenti soprattutto sul finale di una fuga per la libertà, finita così tragicamente senza riuscire a conquistarla
    sì sì fate le Thelma e Louise ci sfidavano, ma non tutte credevano fosse la strada giusta…

    • Fucina Fibonacci@mastodon.unoOPM
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      3 days ago

      @simonett_a @spettacoli io non ho giudicato il comportamento di Thelma e Louise. Ho usato consapevolmente il sarcasmo (sperando di essere bloccato come in tanti altri casi) contro la sedicente 4a ondata femminista che, invece di scendere in piazza per il pari salario e 100 altre cose importanti, si dedica a vendere corsi online su come essere estremiste