• Elena Brescacin@poliversity.it
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      5 days ago

      @fucinafibonacci @Fediz @spettacoli Guarda che non serve sentirsi “vittima” di qualcosa, per riconoscere che un problema esiste. Anche perché sentirsi vittima, implica che sei passivo e chiedi aiuto agli altri che ti risolvano il problema qualunque sia, senza mai attivarti davvero in prima persona; invece parlare di intersezionalità vuol dire riconoscere che ci sono dei problemi su più fronti, e attivarsi per cercare non dico di risolvere ma almeno di gestire, arginare, il problema.
      Thelma e Louise è una storia che va guardata per quello che è - anche la fine tragica, è autodeterminazione fino alla fine. Adesso ne ho un ricordo vago, ma le cose vanno sempre contestualizzate e viste con gli occhi di quell’epoca.
      E poi, a me girano parecchio quando leggo e sento “io sono uomo e non mi sento vittima del patriarcato” sarebbe come dire “io ho uno stipendio fisso, una casa di proprietà, e nei dintorni del mio quartiere nessuno è povero. Non mi sento vittima delle tasse troppo alte!” O “accessibilità? Linux? Io lo uso benissimo, SONO VEDENTE, e NON VEDO dove sia il problema” (ecco, appunto).
      Ok, puoi anche non chiamarlo “patriarcato” se vuoi. Quella parola viene usata a sproposito tra poco ci fanno anche i leccalecca a forma di cazzo marchiati così. Che poi per fare quelli basta mettere due palline sul bastoncino anziché una e ottieni il “chupa chups patriarcy” ma devi rendere anche il bastoncino edibile…
      Seriamente: tu dici “non mi sento vittima di”, ma il problema tocca anche te. Quando da piccolo qualcuno ti ha chiesto di non piangere, quando hai visto i maschi lavorare più sulla forza fisica che su quella emotiva, quando il lavoro di cura lo fanno solo le donne… Per te è normale. Perché “si è sempre fatto così”. Stai bene dove stai. Il punto è questo.
      E in quanto all’intersezionalità, non è una cosa da prendere in giro ma da incoraggiare. Certo non coi libri e i video delle influencer che monetizzano, ma vuol dire porsi domande, guardarsi intorno, cercare di capire il mondo guardandolo da più prospettive non solo da quella che vedi subito a portata di occhi.
      Poi, siamo assolutamente d’accordo che la misandria non è intersezionale. Non puoi solo basarti sul discorso “è uomo non può capire le donne per definizione” “l’attore etero non può fare il gay” e avanti così. Spoiler: intersezionalità vuol dire innanzitutto dialogo e collaborazione reciproca.

      • Dún Piteog@devianze.city
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        5 days ago

        @elettrona @fucinafibonacci @Fediz @spettacoli
        Tuttɜ sono vittime del patriarcato .
        Gli uomini cis-etero spesso inconsapevolmente: ma lo subiscono tutta la vita, dall’estetica, alla scelta di vita e lavoro, alla rinuncia dei sentimenti, passando dalla costante violenza di genere. L’ultima è richiesta.

        Abbiamo guerre in corso che sono generate proprio da quel meccanismo.

        https://therapist.com/society-and-culture/how-patriarchy-toxic-masculinity-hurt-men/

        https://www.nextgenmen.ca/blog/why-patriarchy-hurts-men-too

        https://www.bera.ac.uk/blog/hate-males-boys-as-the-victims-of-patriarchy-in-contemporary-education

        https://en.wikipedia.org/wiki/Great/_Male/_Renunciation

        https://www.mdpi.com/2673-5318/6/1/2

          • Elena Brescacin@poliversity.it
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            5 days ago

            @fucinafibonacci @Dunpiteog @Fediz @spettacoli Poi 'sta cosa del “patriarcato non esiste”, è uguale a “il fascismo è morto”, “l’omofobia non esiste”, “il negazionismo non esiste”, di solito chi parla così è perché in un certo sistema sta dentro fino al collo, l’ha normalizzato e gli va bene così.
            Come se io dicessi “il femminismo tossico non esiste”, come se pensassi che certi scritti di Valeria Fonte, Pauline Harmange, o altre fanatiche, fossero usciti dall’alto.
            Possiamo assolutamente dire che certi nomi sono usati a cazzo. Patriarcato come woke come altri, usati dai media e dalla politica spesso senza sapere cosa significano. Ma, dire “il patriarcato non esiste” sarebbe come affermare che i malintenzionati informatici sono un’invenzione mediatica, perché “hacker” non è il nome corretto con cui chiamarlo.

          • Elena Brescacin@poliversity.it
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            5 days ago

            @fucinafibonacci @Dunpiteog @Fediz @spettacoli Non ho detto “vittima” ma che piaccia o no coinvolge e condiziona tutti quanti. Puoi anche non chiamarci patriarcato se vuoi. Non cambiarci nome. Ma, non mi puoi venire a raccontare che non hai almeno convissuto con un certo modello di mascolinità. Poi magari non l’hai fatto tuo. E questo buon per te. Ma già il fatto che prendi per il culo qualcosa che percepisci non ti stia coinvolgendo, vuol dire che ti triggera. E lo sai solo tu, come.
            Qua non è questione di dogmi, ma di farsi un paio di domande su cose che vengono date per scontate.

            • Fucina Fibonacci@mastodon.unoOPM
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              5 days ago

              @elettrona @Dunpiteog @Fediz @spettacoli e chi ha detto che non ho vissuto modelli di mascolinità? E che da bambino non mi abbiano detto “non piangere, non fare la femminuccia”? Il risultato: la maggior parte dei professionisti con cui lavoro sono donne. Il punto è che il “patriarcato” (voglio essere magnanimo) è un’invenzione come il "veganesimo. Liberissimo di farti di hamburger vegetali finché non obblighi me ad andare contro 250000 anni di evoluzione. E a passare le mie serate a studiarlo

              • Elena Brescacin@poliversity.it
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                5 days ago

                @fucinafibonacci @Dunpiteog @Fediz @spettacoli Hai identificato il problema da solo. Ti stai comportando esattamente come quelli che dicono “non sono razzista ma”, “ho tanti amici gay ma”. Non paragonare poi un problema, come può essere la mascolinità tossica (chiamiamola col suo nome, non “patriarcato”) con uno stile di vita come quello delle persone vegane - neanch’io lo sono, vegana. Mi dà fastidio se uno mi facesse sentire in colpa per questo. Ma se tu mi parli di “evoluzione” quando il problema di certi modelli maschili è CULTURALE, non ci siamo più. Non dico che sia da stare tutte le ore a studiarlo. Ma chiedersi che cazzo di senso hanno certe tare che ti hanno messo in testa fin da piccolo, almeno…

                  • Elena Brescacin@poliversity.it
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                    5 days ago

                    @fucinafibonacci @Dunpiteog @Fediz @spettacoli Il problema è che per tirare fuori progetti interessanti, ci vogliono comunque soldi. Ti piaccia, o non ti piaccia. Poi c’è modo e modo di farli, i soldi - io ho idea che per portare avanti le tue argomentazioni hai preso in mano certe pore criste che si stanno facendo il mazzo, quando il vero femminismo tossico è pieno di personaggi pieni di soldi che lo sfruttano. Ho fatto alcuni nomi, ma temo ce ne siano parecchi altri (tra le righe leggo “le transfemministe son tutte puttane” per favore SMENTISCIMI, spero di averti profondamente frainteso).
                    Io sono la prima a dire che il femminismo tossico esiste, anzi, per quanto non se lo vogliano sentir dire, loro pur sostenendo di combatterlo, sono le prime a comportarsi da patriarcato. Anche se sono donne. Forse perché io “patriarcato” lo intendo in modo diverso cioè “prevaricazione di un unico modello sopra tutti gli altri” sul modello dei maschi degli anni 40. Quando inizi a parlare di “donna vera”, a proporre film in cui guai che una donna sia fragile, deve essere leader per forza, a discapito di chiunque altro… Ecco, là sei patriarcale anche se sei donna.
                    Parli dello schwa, lascia perdere, quella è una roba che non sopporto: includi i generi ma le sintesi vocali per ciechi e dislessici delirano. Quella è intersezionalità. Mettersi insieme sul tavolo, e trovare (dove possibile) soluzioni che aiutino chiunque.

                    Libreria - dalle mie parti c’è una libreria, si chiama Libreria San Leonardo, ed è una “libreria rifugio” dove oltre a presentare libri e fare incontri culturali, aiutano anche le donne vittima di violenza indirizzandole dove serve.
                    Là poi non ho approfondito. Non ho chiesto se danno una mano a persone trans, lgbt vittime di violenza anche loro da partner, uomini vittima di donne violente, o se sono ristrette solo al modello “donna etero abusata da maschio etero”.

      • Fucina Fibonacci@mastodon.unoOPM
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        5 days ago

        @Fediz @spettacoli ci sono anche persone che del “patriarcato” hanno fatto business vendendo libri, aprendo palestre solo per donne (ma gestire da uomini) e chissà cos’altro. Va bene. Auguro loro di fatturare (tutti insieme) un millesimo di quello che Mattel fa con Barbie