Dopo un anno di “vibe coding”, è sempre più chiaro che l’IA non può sostituire l’impegno e l’esperienza umana. Le promesse di sviluppo rapido tramite comandi in linguaggio naturale, hanno portato a codice generico, problemi di sicurezza e mancanza di creatività. La supervisione umana rimane essenziale per garantire qualità e originalità.
@tecnologia
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  • Emiliano D'Avack@mastodon.uno
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    18 days ago

    @succ @SimoneViaggiatore verissimo, ma i datacenter consumano molte risorse anche se usati per altri carichi. Il problema è si l’AI usata come “cervello a domicilio”, ma lo è anche la tendenza inarrestabile alla.centralizzazione, al cloud come panacea di ogni male e al mondo “as a service”. Forse sto semplicemente invecchiando e vorrei tornare al pentium II, altavista e i modem 56k…boh

    • Daniele Sücc@mastodon.uno
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      ·
      18 days ago

      @emdavack @SimoneViaggiatore mi sento anch’io smarrito.
      Aprire i motori di ricerca e vedermi dei risultati dell’ai non richiesti nel primo box. Capire che Google ha appositamente peggiorato il suo algoritmo di ricerca per incentivare a fare più ricerche.
      Il presente è questo, nel bene e nel male. L’AI è realtà: cerchiamo di utilizzarla con la testa. Cerchiamo di sensibilizzare all’utilizzo parsimonioso e con un fine utile.
      Si può provare a parlarne, a capire: so di essere ignorante in materia