Avrò scoperto l’acqua calda, ma i pagamenti con PayPal sono anti privacy by default.

A parte il numero della carta, tutti gli altri dettagli anagrafici sono alla mercé del venditore.

Me ne sono accorto perché:
- ho ricevuto per corrispondenza materiale promozionale di enti a cui avevo fatto delle piccole donazioni (quelle proposte durante i pagamenti).
- Ad un checkout, indirizzo e cellulare sono stati assimilati interamente da PP.

Continua nei commenti…

@internet

#paypal #privacy

  • ZeroGravity@mastodon.uno
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    5 days ago

    @elettrona @dajelinux @internet partendo dal presupposto che PayPal è stata un’opera di Musk, non dovremmo stupirci se veniamo super tracciati. Tra dazi e privacy_zero , l’app è comoda.
    Io sto cercando di liberarmi di tutti i prodotti extra-ue , ma è un passaggio complesso. Se Satispay avesse un circuito internazionale, sarebbe un prodotto italiano e con le giuste coperture , più flessibile di una prepagata.

    • Nico@mastodon.uno
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      5 days ago

      @ZeroGravity @elettrona @dajelinux @internet
      Ho provato Satispay, ma il fatto che si ricarica dopo una settimana mi sembra una cosa un po’ troppo farraginosa: di fatto ti impongono di mantenere un credito da loro, cosa che non sempre uno vuole fare.
      Sono in attesa dell’Euro digitale, magari con quello possiamo non usare roba americana almeno in Europa, all’estero (extra UE) sarà però più difficile evitare roba americana.

    • Elena Brescacin@poliversity.it
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      6 days ago

      @ZeroGravity @dajelinux @internet Satispay è comodissimo difatti dove posso, uso quello. Anche se, sarò onesta - quando sono su mobile, se mi viene data la possibilità, uso ApplePay, meno sbatti a livello di accessibilità. Ti dico, io ho ancora meno possibilità rispetto ad altri, di togliermi dai piedi la tech americana. Dove posso, lo faccio; dove non posso, mi tocca attaccarmi al Trump