Dopo un anno di “vibe coding”, è sempre più chiaro che l’IA non può sostituire l’impegno e l’esperienza umana. Le promesse di sviluppo rapido tramite comandi in linguaggio naturale, hanno portato a codice generico, problemi di sicurezza e mancanza di creatività. La supervisione umana rimane essenziale per garantire qualità e originalità.
@tecnologia
https://buff.ly/ujZggG8

  • Emiliano D'Avack@mastodon.uno
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    12 days ago

    @silvanomarioni @tecnologia vero ma mi chiedo: la qualità del codice è ancora importante come lo era 20 anni fa? La diffusione del software open source ha modificato il modello di business spostando il “valore” dai sorgenti all’infrastruttura, l’AI è solo l’ultimo capitolo di questa tendenza iniziata col cloud computing 20 anni fa. E anche 20 era già più facile comprare harware più potente che ottimizzare il codice… l’uomo scrive di certo software migliore, ma ce ne sarà ancora bisogno?

    • SimoneViaggiatore
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      12 days ago

      Si, perché le risorse non sono infinite. La crisi della RAM dimostra che a salvarci sarà l’ottimizzazione, non la potenza bruta.

      Un pensiero più in generale: anche a me nel mio lavoro di sistemista e PM capita spesso di usare l’ia per fsfmi fare alcuno script piccoli per cose usa e getta.

      Però, in tutta onestà almeno nella meta dei casi, tra risposte sbagliate, comandi deprecati, script che alla fine non fanno quello che voglio, impiego lo stesso tempo o quasi rispetto al fare tutto col metodo della nonna: studiare velocemente i comandi e qualche ricerca.

      Con la differenza che imparo meno. Altre volte oggettivamente aiuta, soprattutto quando suggerisce istruzioni, codici, cose che non avresti immaginato.

      • Emiliano D'Avack@mastodon.uno
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        12 days ago

        @SimoneViaggiatore ma infatti il punto che mi deprime è proprio questo: lAI generativa si basa su un approccio bruteforce. l’intuizione dell’algoritmo giusto e tutte le cose simili che rendono cosi affascinante l’informatica vinceranno contro la tentazione del tasto TAB? Speriamo di si:)

        • Emiliano D'Avack@mastodon.uno
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          12 days ago

          @succ @SimoneViaggiatore verissimo, ma i datacenter consumano molte risorse anche se usati per altri carichi. Il problema è si l’AI usata come “cervello a domicilio”, ma lo è anche la tendenza inarrestabile alla.centralizzazione, al cloud come panacea di ogni male e al mondo “as a service”. Forse sto semplicemente invecchiando e vorrei tornare al pentium II, altavista e i modem 56k…boh

          • Daniele Sücc@mastodon.uno
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            12 days ago

            @emdavack @SimoneViaggiatore mi sento anch’io smarrito.
            Aprire i motori di ricerca e vedermi dei risultati dell’ai non richiesti nel primo box. Capire che Google ha appositamente peggiorato il suo algoritmo di ricerca per incentivare a fare più ricerche.
            Il presente è questo, nel bene e nel male. L’AI è realtà: cerchiamo di utilizzarla con la testa. Cerchiamo di sensibilizzare all’utilizzo parsimonioso e con un fine utile.
            Si può provare a parlarne, a capire: so di essere ignorante in materia